L’art. 201 della Direttiva 2009/138/CE sancisce che in forza di ogni contratto di assicurazione tutela giudiziaria l’assicurato ha la libertà di scegliere un avvocato o qualsiasi altra persona idonea affinché lo difenda, rappresenti e tuteli i propri interessi in un “procedimento giudiziario o amministrativo”. Erano, quindi, sorti dubbi interpretativi in ordine a quali procedimenti dovessero essere considerati “giudiziari” e, in particolare, se la mediazione potesse essere inclusa.
La Corte di Giustizia UE è intervenuta nella causa C-667/18 con la sentenza del 14.05.2020 per dirimere la questione precisando che “l’articolo 201, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2009/138/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2009, in materia di accesso ed esercizio delle attività di assicurazione e di riassicurazione (solvibilità II), deve essere interpretato nel senso che la nozione di “procedimento giudiziario” di cui a tale disposizione include un procedimento di mediazione giudiziale o stragiudiziale in cui un giudice sia o possa essere coinvolto, tanto al momento dell’avvio di tale procedimento quanto successivamente alla conclusione di quest’ultimo.”.
In forza di tale pronuncia, quindi, l’assicurato è libero di nominare un legale di fiducia anche nella procedura di mediazione, nonché nelle altre modalità di risoluzione stragiudiziale delle controversie, le cui spese saranno a carico dell’assicurazione.