L’art. 572 c.p. punisce chiunque maltratti una persona della famiglia o che sia comunque convivente.
Di recente, tuttavia, la Cassazione con la sentenza n. 34086/20 depositata il 01.12.2020 si è pronunciata sulla configurabilità di tale reato anche nel caso in cui il soggetto agente e la vittima non siano conviventi.
In tale sentenza, in particolare, si legge che “il delitto di maltrattamenti è configurabile pure se con la vittima degli abusi vi sia un rapporto familiare di mero fatto, desumibile – in assenza di una stabile convivenza – dall’avvio di un progetto di vita basato sulla reciproca solidarietà e assistenza”.
Risulta, quindi, configurabile il reato di maltrattamenti in famiglia anche senza convivenza tra la vittima e il soggetto agente, purché si provi che gli stessi avevano avviato un progetto di vita e fossero legati dai sentimenti di reciproca solidarietà e assistenza che sussistono generalmente nel matrimonio.