Il diritto al risarcimento del danno previsto nell’ambito dell’articolo 19 della Convenzione di Montreal (ratificata e resa esecutiva in Italia con l. n. 12 del 2004) è indipendente dal diritto a una compensazione standardizzata del passeggero a seguito del ritardo di un volo di cui agli articoli da 5 a 7 del regolamento n. 261/2004.

Se è applicabile il diritto italiano, può essere risarcito il danno patrimoniale così come il danno non patrimoniale ai sensi dell’art. 2059 c.c.. Questi danni devono essere ovviamente determinati e provati.

Ciò detto, a scelta dell’attore l’azione per il risarcimento del danno può essere promossa nel territorio di uno degli Stati parti o davanti al tribunale del domicilio del vettore o della sede principale della sua attività o del luogo in cui esso possiede un’impresa che ha provveduto a stipulare il contratto, o davanti al tribunale del luogo di destinazione (art. 33 Conv. Montreal).

E’ importante evidenziare che recentemente la Cassazione civile si è occupata del tema della giurisdizione sulla domanda di compensazione pecuniaria e risarcimento del danno per soppressione del volo. In particolare, la Cassazione civile a Sezioni Unite nella sentenza n. 3561 del 13.02.2020 ha precisato che la giurisdizione “si individua, anche se il contratto contenga una clausola di proroga della giurisdizione, sulla base dei criteri di collegamento indicati dall’art. 33 della Convenzione di Montreal del 28 maggio 1999 (…) …”.