Il d.lgs. 122 del 2005 art. 2 comma 1 prevede, all’atto della stipula di un contratto avente ad oggetto il trasferimento non immediato del diritto di proprietà di un immobile da costruire, l’obbligo del costruttore di procurare il rilascio e consegnare all’acquirente una fideiussione di importo pari alle somme ricevute e o ancora da ricevere da parte dell’acquirente prima del trasferimento della proprietà.
La violazione di tale obbligo comporta la nullità relativa del contratto, in quanto può essere fatta valere solo dall’acquirente in qualità di soggetto debole.
Fermo quanto sopra, si evidenzia, però, che la Corte di Cassazione aveva chiarito nella sentenza n. 30555 del 22.11.2019 che, nel caso in cui il rilascio della fideiussione fosse avvenuto in un momento successivo alla conclusione del contratto, ma l’immobile oggetto del preliminare fosse stato ultimato e risultasse agibile, la tutela del soggetto debole non era più necessaria, in quanto l’interesse protetto dalla norma non temeva più pregiudizio.
Tale sentenza intendeva prevenire l’abuso del diritto da parte dell’acquirente.
Recentemente, nel nuovo caso esaminato dalla Corte nella sentenza n. 19510 del 18.09.2020, la fideiussione era successiva e di un importo inferiore alla somma complessivamente versata dal promittente acquirente e l’immobile oggetto del contratto non era stato completato all’epoca della sottoscrizione.